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Come proteggere il tuo PC in 5 step

Oggi affrontiamo un tema molto ricorrente nel mondo dell'IT: come proteggere al meglio i nostri computer. Basta un buon antivirus? No.

Insieme vediamo quali sono i passaggi consigliati dal nostro Ufficio Tecnico e con 5 semplici step che possiamo applicare fin da subito.

È fondamentale aumentare il livello di sicurezza del nostro dispositivo e fare (quasi) tutto il possibile per prevenire le minacce per mantenere integro il dispositivo e i dati che contiene. Nell’ottica: prevenire è sempre meglio che curare. Quindi, procediamo:

1. Protezione accesso. La password di accesso al dispositivo, sembra banale, ma è importante impostarla come prima barriera che impedisce accessi non consentiti. Con le nuove tecnologie la password può essere la classica alfanumerica ma anche riconoscimento facciale o Touch ID. In questo caso, se il dispositivo lo consente, è meglio optare per un accesso tramite Touch ID oppure Face ID per una maggiore sicurezza. In assenza di queste possibilità, la scelta ricade su una password tradizionale. Ma l’utente è decisivo in questa fase, infatti, occorre che la password sia  complessa. In che senso complessa? Una password complessa è composta, come spesso sono i dispositivi stessi a suggerire, da caratteri alfanumerici, con lettere e numeri, dove le lettere maiuscole giocano un ruolo importante e l’utilizzo di caratteri speciali come *!#? permette di articolare ancora di più la complessità della password. Utilizzare una password semplice come il nostro nome seguito da 1234 è come non utilizzare alcuna password!

2. Protezione offline, a prescindere da Internet. Le minacce sono tutte legate ad Internet? No. Immaginiamo che usiate il PC solo per scrivere un articolo su Word, ma un vostro collega vi trasmetta ad esempio delle foto tramite una chiavetta USB, ecco, questo è uno dei possibili canali offline che può mettere a rischio il vostro PC. Occorre, infatti, proteggere il PC a prescindere da Internet con pacchetti di Antivirus che agiscono  sia offline che online, come offerti dal nostro partner TrendMicro, che effettuano una scansione di tutti i dischi a prescindere dalla connessione ad una rete o ad Internet.

3. Protezione contro le minacce online: ovviamente il modo più comune per esporre il proprio PC è accedere ad Internet e magari scaricare un file apparentemente affidabile ma che invece riserva una brutta sorpresa. Ma non c’è da preoccuparsi: il comportamento dell’utente e un’attività regolare di scansione Antivirus possono aiutare. Innanzitutto, è buona norma controllare accuratamente le  fonti da cui si effettua un download, per esempio, se si vuole scaricare Office 365 si farà dal sito ufficiale e certificato di Microsoft. Un Antivirus è effettivamente efficace, ma l’utente deve saper trarre tutti i benefici: attivare una  scansione veloce  automatica ogni giorno alla stessa ora e una  scansione approfondita, magari ogni venerdì sera, che rallenterà il PC (ma non lo renderà inutilizzabile!) e il vantaggio è quello di individuare profondamente le possibili minacce. È anche importante capire se  l’Antivirus  installato è  completo, che non ci siano parti fondamentali che magari sono acquistabili come accessorie o opzionali, al di fuori del pacchetto in possesso. Per quanto riguarda i dispositivi con  sistema operativo OS  è bene proteggerli comunque con un Antivirus, perché anche se le minacce sono improbabili, non sono inesistenti.

4. Protezione dei dati: che si tratti dell’account bancario o dell’account di LinkedIn, è bene utilizzare una password complessa, come già spiegato in precedenza. I propri dati oltre che essere protetti da una password occorre che siano anche protetti dal nostro  comportamento, mi spiego meglio: mentre effettuiamo un’iscrizione creando un account, è fondamentale non avere fretta ma prenderci il tempo per leggere attentamente le condizioni prima di accettarle, comprendendo quale sarà l’utilizzo che il sito farà dei nostri dati. Sono molteplici le conseguenze di un’iscrizione fatta con fretta e furia: mail inaspettate e indesiderate, pubblicità telefoniche, utilizzo dei nostri dati per ricerche di marketing e trend di mercato. Un sito che ci chiede di creare un account tramite i nostri dati bancari ancora prima di chiederci nome e cognome, desta un po’ di sospetti!

5. Protezione della casella e-mail:  un altro canale molto comune per le infezioni, legate inevitabilmente ad Internet, in questo caso. L’esempio più lampante è quello di una email con un allegato che è un virus: il mittente sembra essere affidabile oppure è un mittente attendibile apparentemente ma con cui non si hanno rapporti (es. una banca con cui non abbiamo nessun servizio attivo, è molto strano che ci invierà un documento in allegato ad una email). Ci sono strumenti di protezione anche per la casella di posta: il servizio di posta elettronica offerto da Vertigo, per esempio, si avvale di un  servizio certificato, con  Antispam  per intercettare email indesiderate. Come funziona? È un trade-off tra parametri (configurati da un esperto!) che bloccano email indesiderate e fanno invece entrare nella casella le email affidabili, è importante trovare un equilibrio tra ciò che si blocca e ciò a cui è permesso raggiungerci. Tra libertà e protezione. Inoltre, nel nostro servizio è anche incluso un  QMS, ovvero una quarantena che permette di ricontrollare le email identificate come spam e il QMS chiederà se l’email è effettivamente spam da bloccare o se invece è da sbloccare per visualizzarla nella casella di posta in arrivo. Qui sotto un’infografica: